Gli attacchi brute force rappresentano una tecnica di attacco attraverso la quale si tenta di ottenere l’accesso a un account o a un sistema provando un’enorme quantità di combinazioni di credenziali (username e password) fino a trovare quella corretta. Questi attacchi sfruttano la potenza di calcolo dei dispositivi moderni e gli algoritmi di automazione per velocizzare il processo. Tuttavia, molte difese, come i blocchi di account dopo vari tentativi ripetuti di accesso falliti, hanno reso gli attacchi brute force tradizionali più difficili da eseguire.

In risposta a queste contromisure, è emersa la tecnica del password spraying, una variante più sofisticata e mirata.
Invece di provare molte password su un singolo account, l’attaccante utilizza un numero ristretto di password comuni su un ampio insieme di account.
Questo approccio consente di aggirare i blocchi automatici, che spesso si attivano solo dopo una serie di tentativi falliti su uno stesso account.
Il password spraying sfrutta la probabilità statistica che alcune persone, in particolare in grandi organizzazioni, utilizzino password deboli o comuni.
- Origini del nome password spraying
- Cos’è e come si svolge un attacco password spraying
- Differenza tra password spraying e attacco a dizionario
- Quali applicazioni sono esposte al pericolo del password spraying
- Segnali indicano che un’azienda è sotto attacco
- Comportamenti anomali sugli account
- Come si può bloccare il password spraying
- Si può prevenire il password spraying?
Origini del nome password spraying
Il termine password spraying deriva dall’idea di “spruzzare” un vasto numero di password su un’ampia gamma di account, in modo simile al funzionamento di un irrigatore che distribuisce l’acqua su un’intera area.
La metafora enfatizza la natura metodica e casuale di questa tecnica. Mentre i tradizionali attacchi brute force si concentrano intensamente su un singolo punto (un account specifico), il password spraying si disperde su molti account, riducendo così la possibilità di essere rilevato e aumentando le probabilità di successo.
Cos’è e come si svolge un attacco password spraying
Un attacco di password spraying è una tecnica utilizzata per ottenere accesso non autorizzato a sistemi o account.
Il principio fondamentale è semplice ma efficace: anziché tentare molteplici password per violare un singolo account (rischiando che eventuali sistemi di sicurezza diano l’allarme e blocchino il processo), l’attaccante prova poche password estremamente comuni e largamente utilizzate su un numero elevato di account.
Fasi di un attacco password spraying
Gli attaccanti costruiscono un elenco di account bersaglio. Questi possono essere ottenuti da fughe di dati, directory aziendali, LinkedIn o altre fonti pubbliche.
Per esempio, in un’organizzazione, i formati standard come “[email protected]” facilitano la creazione di elenchi validi di username.
Parallelamente, gli hacker creano un set di password comuni, basandosi su studi che analizzano password frequentemente utilizzate, come “Password123” o “Estate2023”.
L’attacco viene eseguito utilizzando script o strumenti automatizzati che testano una password alla volta su tutti gli account presenti nell’elenco.
Ad esempio, si può provare “Benvenuto2024” su 500 account, poi passare a un’altra password.
L’automazione consente di completare migliaia di tentativi in poco tempo, spesso senza essere rilevati.
Solitamente, l’attaccante limita il numero di tentativi per account, rispettando le policy di blocco e diluendo l’attacco nel tempo o su più IP, evitando di destare sospetti.
Differenza tra password spraying e attacco a dizionario
Sebbene password spraying e attacco a dizionario possano sembrare simili, esistono differenze sostanziali nei metodi e negli obiettivi:
Password spraying
Obiettivo: testare poche password ma estremanete diffuse su diversi account.
Metodo: diffuso e metodico, per evitare rilevamenti e blocchi.
Contesto: sfrutta l’inefficacia delle policy di password robuste all’interno di grandi organizzazioni.
Attacco a dizionario
Obiettivo: provare un elenco esaustivo di parole (come quelle in un dizionario) su un singolo account.
Metodo: esaustivo e intensivo, spesso mirato a una vittima specifica.
Contesto: funziona meglio su account con password corte o prevedibili.
Il password spraying si basa sulla debolezza delle policy di password condivise, mentre l’attacco a dizionario è più diretto e richiede meno conoscenza dell’infrastruttura target.
Quali applicazioni sono esposte al pericolo del password spraying
Le applicazioni maggiormente esposte agli attacchi di password spraying sono quelle che supportano autenticazioni remote e basate su credenziali. Esempi comuni includono:
- Piattaforme come Microsoft 365, Gmail e Yahoo.
- Applicazioni con Single Sign-On (SSO) e federazione di identità.
- SSH, RDP e Telnet.
- Accesso a intranet, strumenti di gestione HR o piattaforme di CRM.
- Applicazioni come MySQL e Oracle, spesso configurate con credenziali deboli o predefinite.
Segnali indicano che un’azienda è sotto attacco
Le attività che segnalano un possibile attacco di tipo password spraying o altre minacce informatiche possono essere individuate attraverso un’attenta analisi dei sistemi di autenticazione e dei comportamenti di accesso degli utenti. Questi segnali, spesso sottili e distribuiti, richiedono l’uso di strumenti avanzati di monitoraggio e una consapevolezza delle normali operazioni aziendali.
Ecco i principali indicatori tecnici:
- Una delle prime indicazioni di un attacco è un aumento significativo di tentativi di login non riusciti (o failed).
Questi tentativi possono essere distribuiti su un numero elevato di account per eludere i sistemi di blocco automatico. Ad esempio, i log di autenticazione possono mostrare centinaia di tentativi falliti in un breve periodo, con password comuni applicate a diversi account. - Le richieste di accesso possono provenire da indirizzi IP al di fuori delle normali aree operative dell’azienda, come regioni geografiche non correlate alle attività aziendali.
- Gli attacchi spesso sfruttano VPN o reti come Tor per mascherare l’origine del traffico, rendendo più difficile il tracciamento degli attori malintenzionati.
Ma non è finita qui. Altri campanelli di allarme del problema potrebbero essere attaccanti possono mirare a account non più attivamente utilizzati ma ancora abilitati. Questi account rappresentano un punto di vulnerabilità, spesso dimenticato nei processi di sicurezza aziendali.
I log di accesso potrebbero evidenziare tentativi di autenticazione su account che non hanno avuto attività legittime per mesi o anni.
Un altro segnale distintivo di attacchi sofisticati è la distribuzione degli accessi su lunghi periodi di tempo. Gli attaccanti potrebbero limitare il numero di tentativi giornalieri per rimanere al di sotto delle soglie di rilevamento dei sistemi di protezione, eseguendo l’attacco in modo graduale.
Comportamenti anomali sugli account
Dopo aver compromesso un account, gli attaccanti possono eseguire azioni inconsuete, come:
Modifica delle impostazioni di sicurezza o delle password.
Accesso a risorse interne non comuni per l’utente legittimo, come sistemi finanziari o database sensibili.
Tentativi di escalation dei privilegi.
Frequenza elevata di richieste di autenticazione
Un flusso insolitamente alto di richieste di autenticazione in un breve intervallo temporale potrebbe indicare l’uso di strumenti automatizzati per testare credenziali su vasta scala. Questo tipo di comportamento, se osservato su più account contemporaneamente, è un chiaro indicatore di un attacco.
Anomalie nelle firme temporali di accesso
Accessi ripetuti in orari inconsueti, come la notte o durante il fine settimana, potrebbero indicare un tentativo di eludere il monitoraggio da parte degli amministratori IT.
Per rilevare e analizzare questi segnali, è fondamentale utilizzare strumenti avanzati di monitoraggio della sicurezza, come sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS), monitoraggio in tempo reale dei log e analisi basate su intelligenza artificiale per individuare pattern anomali. Una risposta tempestiva a tali segnali può fare la differenza tra una compromissione contenuta e un’intrusione su larga scala.
Come si può bloccare il password spraying
Bloccare il password spraying richiede un approccio combinato che unisca misure tecniche, politiche di sicurezza e formazione.
Un primo passo fondamentale è l’adozione di password robuste, evitando combinazioni comuni e imponendo la loro rotazione periodica. L’implementazione dell’autenticazione a più fattori (MFA) è essenziale: aggiunge un livello di sicurezza che protegge anche se una password viene compromessa.
Le aziende dovrebbero monitorare costantemente i tentativi di accesso con sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS) e strumenti basati su intelligenza artificiale per identificare comportamenti sospetti, come un elevato numero di login falliti o accessi da IP insoliti. Politiche come il blocco temporaneo degli account e il rate limiting aiutano a ridurre l’impatto degli attacchi automatizzati, mentre l’uso di CAPTCHA ostacola i bot.
Infine, la formazione dei dipendenti e l’eliminazione degli account legacy sono cruciali per ridurre le vulnerabilità interne, mentre un’attenzione continua agli aggiornamenti di sicurezza mantiene l’infrastruttura aziendale protetta da exploit noti. Questo approccio integrato aumenta la resilienza contro il password spraying e altre minacce informatiche.
Si può prevenire il password spraying?
Prevenire il password spraying è possibile adottando strategie di sicurezza proattive:
- Imporre agli utenti membri della propria organizzazione di utilizzare password complesse e uniche, evitando parole comuni o prevedibili.
- Rendere obbligatoria l’autenticazione a due fattori per ridurre il rischio derivante da credenziali compromesse.
- Disabilitare gli account non utilizzati o garantire che seguano le stesse regole di sicurezza degli account attivi.
- Formare i dipendenti per riconoscere i rischi legati a pratiche di gestione delle password deboli.
- Implementare soluzioni come password manager e politiche di aggiornamento regolare delle credenziali.



