Il Broken Access Control rappresenta una delle vulnerabilità più insidiose e complesse da gestire.
Si tratta di un difetto nei meccanismi di controllo accessi che consente ad utenti non autorizzati di eseguire operazioni, accedere a dati, o manipolare risorse senza permesso. Presente in molte applicazioni moderne, questa vulnerabilità è classificata dalla OWASP Top 10 2025 al primo posto tra i rischi di sicurezza delle applicazioni web, per via del suo impatto potenziale sulla privacy, sull’integrità dei dati e sulla sicurezza delle applicazioni stesse.

In questo articolo approfondiremo le cause del Broken Access Control, vedremo come identificarlo, e analizzeremo le migliori pratiche per mitigarlo e prevenirlo, fornendo una guida completa per chi opera nel settore della sicurezza IT.

Broken Access Control vulnerabilita
  1. Che cos’è il Broken Access Control?
  2. Esempio di Broken Access Control
  3. Come identificare una vulnerabilità di Broken Access Control
  4. Come correggere una vulnerabilità di Broken Access Control
  5. Si può prevenire il Broken Access Control?

Che cos’è il Broken Access Control?

Il Broken Access Control è una vulnerabilità che si manifesta quando un’applicazione non riesce a implementare correttamente i meccanismi di autorizzazione, lasciando spazio ad accessi non autorizzati. Per comprendere meglio questa vulnerabilità, è necessario fare una distinzione tra due concetti fondamentali della sicurezza informatica: autenticazione e autorizzazione.
L’autenticazione verifica l’identità di un utente (chi è?), mentre l’autorizzazione determina se l’utente ha il diritto di compiere determinate azioni (cosa può fare?). Il Broken Access Control si verifica quando un’applicazione autentica correttamente l’utente, ma non riesce a limitare le sue azioni secondo le regole di autorizzazione.

Questa vulnerabilità può presentarsi in diverse forme: dalla possibilità per un utente di visualizzare o modificare dati che appartengono ad altri utenti (conosciuta come Insecure Direct Object Reference – IDOR), all’elevazione di privilegi, dove un utente con permessi limitati riesce a ottenere i privilegi di un amministratore. I sistemi moderni, che spesso utilizzano microservizi e API distribuite, sono particolarmente vulnerabili a questi problemi, poiché l’implementazione di regole di accesso in ambienti complessi e distribuiti richiede configurazioni dettagliate e rigorose.

Esempio di Broken Access Control

Immaginiamo un’applicazione di gestione documentale utilizzata all’interno di un’azienda, in cui ogni dipendente può visualizzare e modificare solo i documenti a lui assegnati. Tuttavia, un errore nel controllo accessi permette a chiunque di modificare l’URL dell’applicazione, cambiando il parametro document_id, per accedere ai documenti di altri utenti. Se l’applicazione non verifica che l’utente abbia i permessi necessari per accedere al documento con quel document_id, un dipendente potrebbe accedere o persino modificare documenti aziendali riservati, senza autorizzazione. Questo tipo di vulnerabilità, noto come Insecure Direct Object Reference, è uno degli esempi più comuni di Broken Access Control e può portare a gravi violazioni della privacy e della sicurezza dei dati aziendali.

Un altro esempio comune è il bypass dei controlli di accesso tramite manipolazione dei cookie di sessione o dei token JWT.
In alcuni sistemi, i privilegi di accesso sono codificati direttamente nel token di sessione. Se un attaccante riesce a manipolare questi token senza che vi siano controlli aggiuntivi lato server, potrebbe elevare i propri privilegi e accedere a funzionalità riservate.

Come identificare una vulnerabilità di Broken Access Control

L’identificazione del Broken Access Control richiede un approccio multiplo, che combina strumenti automatizzati e test manuali. Gli strumenti di scansione automatizzata come i Dynamic Application Security Testing (DAST) sono utili per rilevare alcune forme di Broken Access Control, ma spesso non riescono a coprire tutti i possibili scenari. Per questo motivo, è essenziale includere anche scansioni della network, come i vulnerability assessment, dove analisti di sicurezza simulano attacchi reali per identificare eventuali debolezze nei controlli di accesso.

Un metodo efficace per identificare il Broken Access Control consiste nell’eseguire test con utenti con privilegi differenti.
Ad esempio, un tester potrebbe creare un account utente standard e verificare se è possibile accedere a funzionalità o dati riservati agli amministratori. Un altro approccio consiste nel modificare direttamente i parametri dell’URL o i token di sessione per cercare di accedere a risorse non autorizzate. Se questi tentativi risultano in accessi inappropriati, significa che il sistema presenta vulnerabilità di Broken Access Control.

Inoltre, è consigliabile eseguire una revisione completa del codice sorgente (code review), soprattutto per applicazioni che gestiscono dati sensibili o accessi di livello amministrativo. Durante questa revisione, gli sviluppatori e gli analisti di sicurezza possono identificare eventuali punti in cui i controlli di accesso non sono implementati in modo adeguato.

Come correggere una vulnerabilità di Broken Access Control

La correzione del Broken Access Control richiede una gestione rigorosa dei controlli di autorizzazione a livello server, integrata da tecniche di sicurezza avanzate per impedire manipolazioni da parte degli utenti. Ecco alcune delle principali strategie per correggere questa vulnerabilità:

  1. Implementare controlli di accesso basati sul principio di “Deny by Default”
    La filosofia “deny by default” prevede che ogni risorsa sia accessibile solo agli utenti esplicitamente autorizzati. In pratica, ciò significa che, se una risorsa non è specificamente assegnata a un ruolo o a un utente, l’accesso deve essere negato. Questo principio riduce la probabilità che utenti non autorizzati possano accedere a risorse sensibili.
  2. Applicare controlli di accesso a livello di modello
    In un’applicazione ben progettata, i controlli di accesso devono essere applicati direttamente a livello di modello. Ad esempio, se un utente richiede l’accesso a un documento, il sistema dovrebbe controllare che l’utente sia autorizzato a visualizzare o modificare quel documento prima di inviare una risposta. Questo approccio garantisce che le autorizzazioni siano rispettate a prescindere dall’endpoint utilizzato.
  3. Utilizzare token di accesso con validità limitata
    L’utilizzo di token di accesso come i JSON Web Tokens (JWT) permette di controllare l’autenticazione e l’autorizzazione in modo più sicuro. Tuttavia, è fondamentale che questi token abbiano una durata limitata e che possano essere invalidati in caso di logout o di revoca dei permessi. Token a breve durata riducono la finestra temporale per attacchi basati sul furto di token.
  4. Centralizzare i meccanismi di autorizzazione
    Un errore comune è quello di implementare i controlli di accesso in punti diversi dell’applicazione, con il rischio di inconsistenze. È preferibile centralizzare l’autorizzazione in un modulo unico e ben definito, integrato con un sistema di gestione dei ruoli e dei privilegi come il Role-Based Access Control (RBAC) o l’Attribute-Based Access Control (ABAC).
  5. Registrare e monitorare tentativi di accesso falliti
    Il monitoraggio è un aspetto cruciale per rilevare tentativi di accesso non autorizzati. Ogni tentativo fallito di accesso dovrebbe essere registrato e, se si osservano pattern di accessi sospetti, è opportuno generare allarmi per il team di sicurezza, consentendo un intervento tempestivo.

Si può prevenire il Broken Access Control?

Prevenire completamente il Broken Access Control richiede un approccio strutturato e un’attenzione continua alla sicurezza durante tutto il ciclo di sviluppo dell’applicazione. Le migliori pratiche per prevenire questa vulnerabilità includono:

  • Adozione di framework sicuri: utilizzare framework di sviluppo che includano controlli di accesso integrati e configurazioni di sicurezza di default. Framework come Django, Ruby on Rails o ASP.NET forniscono strumenti per la gestione dei permessi che possono aiutare a evitare implementazioni errate.
  • Isolamento dei privilegi per funzionalità critiche: funzionalità particolarmente sensibili o critiche dovrebbero essere isolate e soggette a controlli aggiuntivi. Questo approccio, noto come “defense in depth”, assicura che le funzioni più sensibili siano protette da vari strati di sicurezza.
  • Revisione e testing regolari: la prevenzione del Broken Access Control non è una procedura “una tantum”. Revisione del codice, penetration test e aggiornamenti dei controlli di accesso dovrebbero essere eseguiti regolarmente per identificare e risolvere nuove vulnerabilità man mano che l’applicazione evolve.

Conclusione

Il Broken Access Control è una delle vulnerabilità più diffuse e dannose, ma anche una delle più difficili da individuare e risolvere senza un’adeguata strategia di sicurezza. La complessità delle moderne applicazioni, spesso distribuite e interconnesse, aumenta le possibilità di errori nei controlli di accesso, mettendo a rischio la riservatezza e l’integrità dei dati. Tuttavia, attraverso un approccio proattivo, che combina l’adozione di framework sicuri, la centralizzazione dei controlli di accesso e un processo continuo di revisione e testing, è possibile mitigare in modo significativo i rischi associati a questa vulnerabilità.

Per le aziende e i professionisti della sicurezza, la gestione del Broken Access Control rappresenta una sfida fondamentale ma necessaria per garantire la protezione dei dati e delle risorse critiche. In un mondo in cui le violazioni della sicurezza possono avere gravi conseguenze economiche e reputazionali, investire nel rafforzamento dei controlli di accesso è essenziale per mantenere la fiducia degli utenti e assicurare la resilienza delle infrastrutture digitali.



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