
Data Protection Officer: obbligo di nomina per i medici
Finalmente è entrato in vigore il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali lo scorso 24 maggio 2016. Dopo anni è nata una disciplina uniforme della privacy a livello europeo e parallelamente, sono state introdotte alcune novità; una di queste è il Data Protection Officer Medici.
Il Regolamento introduce la figura del Data Protection Officer (DPO, in italiano “Responsabile della protezione dei dati”), con l’obiettivo di garantire un approccio professionale e specialistico nel trattamento dei dati all’interno di aziende.
La nomina del Responsabile della protezione dei dati personali è obbligatoria per gli enti pubblici, per i soggetti la cui attività implichi un controllo regolare e sistematico degli interessati e per quelli che effettuano il trattamento di dati sensibili.
In particolare, il Data Protection Officer medici dev’essere nominato nell’ambito di cliniche ospedaliere e studi medici, per via della particolare natura dei dati trattati. Ogni studio medico, dovrà individuare un soggetto (interno o eterno) in grado di gestire il delicato trattamento dei dati sanitari e sensibili.
Questa novità, dettata da esigenze di garanzia della privacy degli interessati, rappresenta l’occasione per razionalizzare le competenze all’interno di cliniche e studi.
I compiti del Data Protection Officer Medici
Il Data Protection Officer viene nominato dal titolare o dal responsabile del trattamento e si caratterizza per l’indipendenza con cui svolge le sue funzioni. Il DPO non dove seguire alcuna direttiva o istruzione da parte del titolare per l’espletamento delle sue funzioni.
Tra i principali compiti del Responsabile per la protezione dei dati personali rientrano:
- il dovere di informare e consigliare il titolare/il responsabile del trattamento e i dipendenti in merito agli obblighi derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati;
- verificare la rispondenza dell’organizzazione dello studio alla vigente normativa;
- curare la formazione del personale coinvolto nelle operazioni di trattamento dei dati;
- rappresentare il punto di contatto per tutti gli interessati in relazione al trattamento dei loro dati.
Il DPO, inoltre, funge da punto di riferimento per i rapporti con il Garante della Privacy e può interpellare quest’ultimo di propria iniziativa.
Va sottolineata la differenza tra la nuova figura del Responsabile della protezione dei dati, che agisce in piena indipendenza e autonomia, e quella del responsabile del trattamento dei dati. Il responsible del trattamento dei dati è conosciuto anche dal Codice della Privacy italiano, il quale opera in base alle istruzioni e sotto la vigilanza del titolare.
Le sanzioni previste per chi non si adegua alla normativa europea
La nomina di un Data Protection Officer rappresenta un obbligo per aziende, studi medici e pubbliche amministrazioni. L’importanza di questa nuova figura è testimoniata dal severo sistema sanzionatorio previsto a danno di chi non provvede ad incaricare un soggetto quale Responsabile della protezione dei dati.
Dal punto di vista amministrativo, infatti, sono previste sanzioni pecuniarie fino a 20 milioni di euro, mentre dal punto di vista penale, in relazione al reato commesso, le sanzioni possono anche comportare la sospensione dell’attività lavorativa di chi, ad esempio, gestisce cliniche o studi medici.


