software craccati

Esistono diversi siti Web, servizi di file hosting e tracker torrent in cui potresti ottenere il crack di un software.

Si tratta di una convinzione diffusa che l’utilizzo di software piratato possa far risparmiare tempo e denaro.
La maggior parte degli utenti semplicemente non considera tutti i pericoli associati all’utilizzo di un software piratato.

Secondo le statistiche di Ansa:

Il 24% delle aziende tra i 50 e i 999 dipendenti è pronto a utilizzare versioni pirata dei software originali, per ridurre le spese del reparto informatico.

La verità è che ci sono numerosi fattori di rischio.
Di seguito, ne vediamo alcuni.

Sommario degli argomenti

Software craccati o applicazioni pirata, la definizione

Con il termine “software pirata” si indica un programma non originale o non contenuto in supporto non contrassegnato dalla società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.). Spesso, gli utenti scaricano gratuitamente questi programmi ovviamente da fonti non ufficiali, contro il parere della software house che li ha progettati.

A tal proposito, la legge pone l’accento non sulla fonte che ci ha permesso di entrare in possesso del programma piratato (ad esempio Emule, Torrent, ecc…) , né tantomeno è importante dimostrare il modo in cui si sono superate le protezioni del software (antivirus, seriale abusivo, firewall, ecc…).

Ciò che conta per definire il reato per utilizzo di un software craccato è dimostrare la mancata presenza del contrassegno S.I.A.E. o altra prova documentale simile (fattura di acquisto).

Software craccati, di che cosa si tratta?

I software in commercio utilizzano spesso le chiavi per autenticare l’utente e il software durante l’installazione.
Senza la chiave, il software è inutilizzabile.

Il crack del software viene utilizzato per superare questa funzionalità di sicurezza e genera una chiave alternativa.

In altri casi, sono apportate modifiche ad alcune funzionalità come la protezione di copia per consentire al cracker di usarlo come se fosse già stata inserita la chiave seriale corretta. Quest’ultima è la metodologia più distribuita per il cracking delle licenze software.

L’inarrestabile espansione dei software piratati, che per altro continua a essere diffuso contro ogni ipotesi anche all’interno delle organizzazioni operanti in svariati settori, è senza dubbio una delle sfide più urgenti alla sicurezza dei sistemi aziendali italiani e internazionali d’oggi.

Nel complesso, possiamo dire che questi applicativi sono disponibili tramite:

  • Under Licensing

    Ogni software include una licenza che specifica su quante macchine può essere installato lo stesso programma.
    Nella maggior parte dei casi, il software può essere installato solo su un singolo computer, ma con l’uso di un crack è possibile installare più copie di quanto consente la licenza.

  • Hard disk loading

    In questo caso i computer vengono forniti con software piratato già installato, frequentemente e volentieri, all’insaputa dell’acquirente.

Quali sono gli effetti indesiderati dei software craccati?

Gli effetti della presenza di applicazioni pirata all’interno di un sistema informatico dell’organizzazione sono piuttosto gravi e vanno oltre il danno per l’industria del software, che ogni anno subisce enormi perdite. Purtroppo, si parla di danni concreti e diretti agli utenti, che riguardano la perdita o il furto di dati personali e finanziari, la possibile infezione da malware e tra i rischi più recenti anche il cryptojacking.

Infatti, la presenza di software piratati nei sistemi informatici spesso compromette la sicurezza del know how aziendale, grazie all’ipotesi di:

  • subire il furto d’identità;
  • subire il furto di dati bancari;
  • modifica o furto di dati aziendali (anche di fornitori e clienti)
  • infezione malware (ransomware, trojan e cryptojacking)
  • attacchi hacker silenti (man in the middle, spoofing, credential stuffing).

Senza contare che nei software pirati:

  1. mancano le correzioni  della casa madre
  2. Non è possibile installare le patch di sicurezza rilasciate dagli sviluppatori per risolvere le vulnerabilità.

Purtroppo, nonostante la diffusa consapevolezza tra gli utenti che l’utilizzo di software craccati comporti l’aumenta del rischio d’infezione da malware e attacchi di hacker, predomina comunque l’interesse di utilizzare software piratato, quasi sempre per poter ridurre l’esborso di denaro.

Cosa succede se scarico un software pirata

L’utilizzo di software pirati viene punito secondo la legge sul diritto di autore.

La legge infatti persegue colui o coloro che che “duplicano, importano, detengono, distribuiscono o vendono” il software pirata per trarne profitto, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493.

Perché non utilizzare software craccati?

4 motivi per cui non dovresti ricorrere a software piratati

Il software potrebbe non funzionare correttamente

Non vi è alcuna garanzia che il software scaricato gratuitamente funzioni come previsto.
Molte aziende adottano misure di sicurezza per prevenire la pirateria delle app.

Di conseguenza, c’è la possibilità che il software una volta scaricato non funzioni.
In alternativa, l’applicativo può funzionare per un periodo di tempo limitato prima di bloccarsi definitivamente.

Come anticipato poche righe sopra, le patch di sicurezza per il software craccato non saranno mai disponibili.
Di conseguenza, non sarà possibile scaricare nuove funzionalità dell’app.

L’utilizzo di un software pirata è illegale

Partiamo da un presupposto fondamentale oltre che fattore chiave, scaricare e utilizzare software craccati è un’attività illegale.

La casa madre proprietaria del codice sorgente del software originale potrebbe bloccare temporaneamente o permanentemente l’azienda responsabile dell’utilizzo del software in versione craccata, ed è uno degli effetti meno gravi.

L’azienda Adobe è solita vietare l’utilizzo uno qualsiasi dei suoi prodotti se un utente viene trovato in possesso di una copia piratata di Adobe Photoshop.

Potrebbe verificarsi un altro problema con l’ISP.
L’azienda potrebbe scegliere di disabilitare la connessione Internet.

La legge italiana si è spesso espressa in materia di tutela del diritto di autore distinguendo i trasgressori in due gruppi:

  • Organizzazioni a scopo di lucro
  • Coloro che “semplicemente” utilizzano il programma per scopi personali

Sono possibili sanzioni per la prima categoria con multe da 2.582 a 15.493 euro e la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
L’obiettivo è penalizzare le persone che traggono profitto dall’uso o dalla vendita di software.

Il secondo gruppo rischia una sanzione amministrativa di 154 euro per ogni infrazione.
Inoltre, in presenza di quantità significative di copie piratate, la sanzione amministrativa sale a € 1.032,00 per ogni violazione e il sequestro degli strumenti e dei materiali, pubblicazione della sanzione su due o più quotidiani.

Infezioni da malware

I malware spesso sono presenti nei download di software gratuiti e craccati.

Il virus nascosto all’interno del pacchetto di file d’installazione potrebbe rubare dati dal computer di un utente dopo averlo scaricato e installato. Predator the Thief e Azorult Infostealer sono due tipi di malware che seguono questo comportamento.

Diffondere un’infezione malware a molteplici dispositivi della stessa rete

Alcune persone non sono consapevoli del fatto che il software craccato rappresenta un rischio non solamente per il singolo dispositivo ma per tutti quelli presenti in rete.

All’interno di una rete aziendale, i dispositivi condividono dati con altri device collegati in rete come telefoni, tablet e altri PC.
Ciò implica che se il malware entra nel tuo dispositivo, può propagarsi e spostarsi lateralmente all’interno del sistema.
Per un’organizzazione che può contare centinaia o migliaia di computer significa rischiare di compromettere la sicurezza di tutta l’infrastruttura.

Conclusione

Siete davvero sicuri di incappare in questi rischi?
Davvero, affidare l’operatività della vostra azienda ad una risorsa potenzialmente fallata e instabile è un rischio che siete disposti a correre?

Non è necessario ricorrere a risorse costose per far fronte alle necessità di sicurezza di un’infrastruttura.
È possibile trovare invece alternative gratuite od open source.

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