WhatsApp promuove la verifica in due passaggi con un messaggio ufficiale. Ecco perché attivarla è una scelta utile e concreta.
WhatsApp, l’app di messaggistica più usata al mondo, continua a rafforzare la sicurezza degli utenti. Tra le misure più efficaci, una in particolare è riaffiorata, vista la recente impennata di attacchi informatici: la verifica in due passaggi. Pur non essendo una novità, è proprio essa a rappresentare una delle barriere più semplici ed efficaci contro il furto di account. Non sorprende quindi che Meta stia spingendo attivamente per incentivarne l’adozione su larga scala.
Ma come sempre, andiamo con ordine e affrontiamo per gradi l’argomento.

La comunicazione di WhatsApp
A partire da maggio 2025, milioni di utenti WhatsApp hanno ricevuto un messaggio in-app, firmato dall’account ufficiale e contrassegnato dalla spunta verde. A differenza dei soliti tentativi di phishing, stavolta è tutto vero: si tratta di una campagna globale avviata da Meta, per spingere gli utenti ad attivare la verifica in due passaggi.
Il suddetto messaggio appare direttamente nell’applicazione come una normale conversazione, ma invita esplicitamente a configurare un PIN di sicurezza. Si tratta di una comunicazione semplice e diretta, ma tutt’altro che casuale. A motivarla è l’incremento costante di episodi legati al furto di account, spesso agevolati da pratiche di social engineering o tecniche come il SIM swap. Non si tratta quindi di un consiglio generico, ma di una misura preventiva precisa, che mira a ridurre drasticamente i casi di compromissione.
L’appello è avvenuto su scala globale e WhatsApp ha scelto di non affidarlo a notifiche o banner, ma a un vero e proprio canale diretto con l’utente. Questo perché, quando un sistema viene violato, l’ultima linea di difesa è sempre chi lo utilizza.

Perché è importante usare la 2FA anche su WhatsApp
A rendere necessaria l’adozione di questa misura è un dato non solo evidente, ma preoccupante. Un numero sempre maggiore di account WhatsApp viene sottratto giornalmente attraverso tecniche sempre più subdole. In molti casi, tutto comincia con la richiesta apparentemente innocua di un codice ricevuto via SMS. Ma basta cederlo, anche una sola volta, perché un attaccante riesca a completare l’accesso e prendere il controllo dell’intero account.
La verifica in due passaggi introduce un’ulteriore barriera protettiva, sottoforma di PIN a sei cifre conosciuto solo dall’utente. Questo viene richiesto ogni volta che si tenta di registrare l’account su un nuovo dispositivo. Anche qualora l’attaccante entrasse in possesso del codice temporaneo, si troverebbe bloccato da un secondo fattore indipendente. La sua efficacia si basa su ciò che solo l’utente conosce, piuttosto che su quanto questo riceve.
Tale fattore è a dir poco determinante, poiché, quando un account WhatsApp viene violato, l’impatto non è mai limitato all’individuo. Infatti, sono esposti in pochi istanti anche contatti, gruppi, dati personali e credibilità. Nonostante non possa essere definita una misura infallibile, l’attivazione della 2FA è comunque una protezione semplice da attivare e molto efficace.
Come attivare la 2FA su WhatsApp
L’attivazione della 2FA su WhatsApp è un’operazione rapida, ma che richiede ugualmente una certa attenzione. Ciò è possibile attraverso una serie di step essenziali, che ti guideranno nella sua configurazione corretta.
- Apri le impostazioni dell’app. Tocca i tre puntini in alto a destra (su Android) oppure accedi direttamente al menu “Impostazioni” (su iOS).
- Vai su “Account” e poi su “Verifica in due passaggi”. Questa sezione permette di gestire le impostazioni di protezione avanzata.
- Tocca “Attiva” e scegli un PIN a sei cifre. Questo codice sarà richiesto ogni volta che tenterai di registrare il tuo numero su un nuovo dispositivo.
- Facoltativo, ma consigliato: inserisci un indirizzo e-mail. Ti servirà per recuperare l’accesso in caso di smarrimento del PIN. In questo caso, va usato un indirizzo sicuro, a cui si ha accesso diretto.
- Conferma e salva la configurazione. Una volta completati i passaggi, la verifica in due passaggi sarà attiva e operativa.
L’intera procedura richiede meno di un minuto, ma può mettere al sicuro anni di conversazioni, contatti e dati personali.
Attenzione alle finte comunicazioni
L’invio massivo di messaggi da parte di WhatsApp ha puntato i riflettori anche su un altro fenomeno: le truffe che sfruttano la somiglianza con le comunicazioni ufficiali. Da alcuni anni a questa parte, l’applicazione è vittima di messaggi contraffatti che imitano in tutto e per tutto il suo stile: dalla grafica al linguaggio. L’obiettivo è sempre quello di indurre l’utente a condividere il proprio codice di verifica. In alcuni casi, il messaggio invita a cliccare su un link esterno, in altri simula una procedura urgente di verifica account.
In questo caso il rischio diventa doppio. Da un lato, gli utenti possono scambiare un alert autentico per una truffa e ignorarlo in toto. Ma dall’altro, potrebbero cadere nella trappola di un messaggio falso ben confezionato, proprio perché convinti che quello vero sia già arrivato. È qui che entra in gioco la consapevolezza, vero fattore critico della vicenda. WhatsApp non chiede mai codici tramite chat, non invia link cliccabili, né tantomeno minaccia la disattivazione dell’account. Se uno di questi elementi è presente all’interno di un messaggio, allora quello è un tentativo di phishing.
In conclusione
Con le minacce digitali in costante evoluzione, affidarsi alla sola password o al numero di telefono non basta più. La verifica in due passaggi rappresenta uno dei pochi strumenti davvero efficaci che l’utente può attivare in autonomia, senza costi, senza app esterne e con un impatto reale sulla sicurezza del proprio account.
WhatsApp, come tutti i servizi odierni, sta facendo la sua parte, promuovendo attivamente questa misura e rendendone l’attivazione il più semplice possibile. Tuttavia, il compito finale resta sempre all’utente, perché nessun sistema di messaggistica, per quanto sofisticato, può garantire protezione se chi lo utilizza sceglie di restare esposto.



