Cos’è il SOAR e come aiuta i team a gestire gli incidenti di sicurezza attraverso orchestrazione, automazione e integrazione degli strumenti.

I team di sicurezza devono gestire ogni giorno grandi volumi di allarmi, infrastrutture sempre più complesse e una carenza cronica di personale specializzato. In questo contesto, analizzare gli eventi di sicurezza e rispondere agli incidenti in tempi rapidi diventa sempre più difficile. Per affrontare questo problema molte organizzazioni adottano piattaforme Security Orchestration, Automation and Response (SOAR). Questi strumenti permettono di coordinare diverse tecnologie di sicurezza, automatizzare attività ripetitive e migliorare la gestione degli incidenti.

  1. Cos’è una piattaforma SOAR
  2. Orchestration e Automation: cosa significano davvero?
  3. Componenti chiave di una soluzione SOAR
  4. Come scegliere la piattaforma SOAR giusta
soar cybersecurity gestione incidenti

In questo articolo analizzeremo cosa si intende per SOAR, quali sono i suoi componenti principali e in che modo queste piattaforme possono supportare le operazioni dei team di cybersecurity.

Cos’è una piattaforma SOAR?

Una piattaforma di Security Orchestration, Automation and Response (SOAR) aiuta i team di sicurezza informatica, in particolare quelli che operano nei Security Operations Center (SOC), a gestire in modo più efficiente gli incidenti e gli alert generati dai sistemi di sicurezza. Questi strumenti permettono di automatizzare attività ripetitive, come l’analisi degli alert di phishing o la gestione delle segnalazioni provenienti da piattaforme SIEM ed EDR, riducendo il carico operativo sugli analisti.

Secondo la definizione di Gartner, le tecnologie SOAR combinano incident response, orchestrazione e automazione, integrando anche fonti di threat intelligence all’interno della stessa piattaforma. In termini pratici, una soluzione SOAR può migliorare il lavoro di un team SecOps in tre modi principali.

Playbook, orchestrazione, risposta automatica: senza analisti restano teoria

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Automatizzazione della risposta agli incidenti

Le piattaforme SOAR eseguono automaticamente sequenze di attività predefinite, spesso chiamate playbook. Questo consente di gestire rapidamente eventi ricorrenti, riducendo i tempi di risposta e lasciando agli analisti più tempo per investigazioni complesse.

Correlazione e arricchimento dei dati

Attraverso l’orchestrazione, il SOAR integra diverse tecnologie di sicurezza e raccoglie le informazioni sugli incidenti in un unico ambiente. In questo modo gli analisti possono esaminare i dati provenienti da più fonti senza passare continuamente da uno strumento all’altro.

Coordinamento di strumenti e processi

Le piattaforme SOAR permettono di collegare tra loro strumenti, procedure operative e flussi di lavoro. Questo facilita la gestione degli incidenti e aiuta i team SOC a mantenere processi più coerenti e ripetibili.

Orchestration e Automation: cosa significano davvero?

Nel contesto della sicurezza informatica, i termini orchestration e automation indicano due funzioni diverse ma complementari.

La security orchestration riguarda il coordinamento tra strumenti e processi di sicurezza. Una piattaforma SOAR collega tecnologie diverse, come SIEM, EDR, sistemi di ticketing o strumenti di threat intelligence, permettendo di gestire gli incidenti in modo più ordinato e centralizzato.

La security automation, invece, consiste nell’esecuzione automatica di attività operative. Attraverso procedure predefinite, il sistema svolge compiti ricorrenti come analizzare alert, raccogliere informazioni su un incidente o applicare alcune misure di contenimento.

In questo modo i team di sicurezza possono ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive e concentrarsi sulle analisi più complesse.

Componenti chiave di una soluzione SOAR

Una piattaforma SOAR si basa su alcuni componenti fondamentali che permettono di coordinare gli strumenti di sicurezza e migliorare la gestione degli incidenti.

Il primo sono i playbook, che definiscono le procedure operative da seguire per diversi tipi di incidenti. Attraverso script e regole predefinite, la piattaforma può eseguire automaticamente azioni come isolare un sistema compromesso, avviare analisi o notificare il team di sicurezza. Questo riduce le attività manuali e accelera i tempi di risposta.

A questi segue il motore di orchestrazione, che collega tra loro diverse tecnologie di sicurezza, come SIEM, EDR, sistemi di ticketing e piattaforme di threat intelligence. Grazie alle integrazioni e alle API, il SOAR può coordinare le azioni tra questi strumenti e gestire gli incidenti in modo centralizzato. In aggiunta troviamo le funzionalità di gestione dei casi permettono di seguire ogni incidente lungo tutto il suo ciclo di vita. Gli analisti possono assegnare priorità, documentare le attività svolte e collaborare con altri membri del team, mantenendo una traccia completa delle operazioni.

Le piattaforme SOAR includono strumenti di reporting che consentono di monitorare l’efficacia delle attività di sicurezza. Dashboard e report permettono di analizzare metriche operative, identificare tendenze e individuare aree in cui migliorare i processi di risposta agli incidenti.

Come scegliere la piattaforma SOAR giusta

La scelta di una piattaforma SOAR deve partire da una valutazione dell’infrastruttura esistente, degli strumenti di sicurezza già utilizzati e del livello di maturità del Security Operations Center. Tra i principali elementi da considerare ci sono:

  • Integrazione con gli strumenti esistenti.
    La piattaforma deve poter dialogare facilmente con tecnologie già presenti nell’ambiente, come SIEM, EDR, sistemi di ticketing e fonti di threat intelligence.
  • Disponibilità di integrazioni e API.
    Un buon SOAR offre numerose integrazioni preconfigurate e la possibilità di svilupparne di nuove tramite API o SDK.
  • Gestione degli incidenti.
    La piattaforma dovrebbe includere funzionalità di case management o integrarsi con sistemi esistenti per tracciare gli incidenti, le attività svolte e le decisioni operative.
  • Workflow e playbook di automazione.
    È importante che il sistema permetta di creare e modificare facilmente playbook operativi per automatizzare le attività più comuni di analisi e risposta agli incidenti.
  • Scalabilità e modalità di deployment.
    Le organizzazioni devono valutare se adottare una soluzione cloud, on-premise o ibrida e verificare la capacità della piattaforma di adattarsi alla crescita dell’infrastruttura.
  • Modello di costo.
    Il modello di licensing può variare: alcune soluzioni si basano sul numero di azioni automatizzate, altre sul numero di endpoint o su abbonamenti annuali.
  • Supporto e servizi professionali.
    Un supporto tecnico adeguato e servizi di implementazione possono facilitare l’integrazione della piattaforma nei processi del SOC.

La scelta del SOAR deve quindi tenere conto non solo delle funzionalità tecniche, ma anche della capacità dello strumento di integrarsi con i processi operativi già presenti nell’organizzazione. Va detto, infine, che per la maggior parte delle aziende il SOAR non è una piattaforma da acquistare e gestire in autonomia: è una delle componenti che un servizio SOC maturo porta con sé, già integrata, configurata e presidiata da analisti.

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