Lo sviluppo delle minacce informatiche e delle vulnerabilità muove, di pari passo, con l’evoluzione della sicurezza cibernetica.
In un panorama globale che muta di continuo (anche per i riflessi della guerra tra Russia e Ucraina), i cyber attacchi alle infrastrutture elettriche sono in aumento, così come i costi che le aziende sostengono per difendersi.
La difficoltà a reperire personale specializzato ad affrontare nuove criticità, rende il comparto elettrico particolarmente esposto e vulnerabile.

Energy & Utilities sempre più sotto attacco
L’impatto del digitale e l’impiego di energie rinnovabili stanno trasformando il sistema delle infrastrutture e reti energetiche.
Tra i capisaldi di questa rivoluzione c’è la cosiddetta “smart grid”, una rete “intelligente” che ottimizza la distribuzione dell’energia, decentralizza le centrali di produzione energetica e riduce gli sbalzi di tensione elettrica. Un nuovo paradigma che garantisce alle utility sia di governare l’equilibrio tra domanda e offerta sia di gestire il sistema, ottimizzandone le attività.
Il funzionamento di tali reti è così assicurato dalla presenza di sensori e tecnologie intelligenti che permette alle aziende di ragionare, sull’oggi e sul futuro, in termini di sicurezza, efficienza ed efficacia del sistema di distribuzione dell’energia elettrica.
Un’interoperabilità che “attrae” i criminal hacker, pronti a sferrare nuovi attacchi al settore Energy & Utilities.
Secondo il Rapporto Clusit “E&U 2024 Q1”, il numero di iniziative (andate a buon fine) è raddoppiato in 4 anni, tra il 2018 ed il 2022.
A livello globale, Europa ed Americhe si dividono equamente l’80% dei casi esaminati, con una corposa riduzione degli incidenti in Asia ed un forte aumento in Africa.
Oggi più che mai, l’evoluzione dello scenario geopolitico (su tutti, il conflitto tra Russia e Ucraina, dove le operazioni di cyber spionaggio sono all’ordine del giorno) e le nuove strategie criminali non consentono di abbassare la guardia. Tutt’altro: le organizzazioni che si occupano di energia e servizi pubblici sono tenute a fortificare la propria impronta di cybersecurity.
Per proteggere i dati, le informazioni e i sistemi. Rinsaldando (oppure conquistando) la fiducia di clienti e investitori.
Cybersecurity e transizione energetica
Lo abbiamo anticipato: passare dall’impiego di fonti energetiche ad elevato impatto carbonico a fonti energetiche a basse emissioni (dal solare all’eolico all’idrogeno) richiede, inevitabilmente, un numero sempre più elevato di dispositivi collegati per poter raccogliere, trasmettere e analizzare i dati da remoto.
Tali connessioni possono essere sfruttate dai criminal hacker come backdoor, vulnerabilità intenzionalmente inserita in un sistema informatico che permette all’attaccante di accedere al sistema senza essere rilevato. Un esempio concreto: nel 2022 un team di sicurezza cibernetica ha rilevato una vulnerabilità zero-day che metteva a rischio gli impianti fotovoltaici. Nel dettaglio, si trattava proprio di una backdoor nei dispositivi di un’azienda tedesca specializzata nelle rinnovabili.
L’incrementare del numero di dati viaggia quindi di pari passo con l’aumento delle vulnerabilità dei sistemi.
In particolare, gli attacchi informatici alle reti elettriche rischiano di paralizzare il sistema energetico di una metropoli oppure di un’intera regione.
Con il pericolo di interruzioni, guasti sulla rete elettrica e conseguenze economiche importanti (se non disastrose) per le aziende colpite.
Minacce cibernetiche e investimenti aziendali
Nel 2023 il cyber threat group Voltzite ha compromesso una utility elettrica statunitense, esfiltrando informazioni sensibili su processi operativi, configurazioni delle risorse tecnologiche operative OT (Operational Technology), dati del sistema informativo geografico (Geographic Information Systems, GIS) e configurazioni dell’architettura SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition).
Sei anni prima, la cyber gang Dragonfly – considerata vicina alla Russia – ha condotto una serie di azioni malevole facendo leva sulla modalità di attacco spear phishing, attraverso l’invio di e-mail ingannevoli con allegati documenti relativi al comparto energetico.
C’è da dire che le aziende elettriche investono nella sicurezza informatica (nel 2022, in media l’8% del budget IT complessivo negli USA e in Canada, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia). Ma i dati che riguardano gli annunci di lavoro delle principali organizzazioni di settore rivelano come, in molti casi, le stesse ritardino nell’investire su personale di cybersecurity. Rivelando in questo modo una carenza di pianificazione a lungo termine o (nel peggiore dei casi) un’assenza di visione.
Da qui l’importanza di una maggiore consapevolezza nel puntare, senza remore, su figure dedicate. In tal senso, è eloquente lo studio “The cyber priority”, a cura di DNV, da cui emerge che nel mondo i professionisti del comparto Energy hanno ben chiara la portata degli attacchi informatici.
Così tanto, però, “da non illudersi sull’entità della minaccia cyber che l’industria dell’energia si trova ad affrontare”.



