Il concetto di passwordless sembra offrire una luce di speranza.
Ma si tratta di un’utopia digitale o di una prossima realtà?

Questo articolo esplora la fattibilità di un mondo senza password, valutando il funzionamento, i benefici e le sfide dei sistemi di autenticazione che potrebbero sostituire le tradizionali password.

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Il panorama attuale dell’autenticazione

In un’epoca in cui la sicurezza digitale è al centro delle discussioni globali, l’idea di eliminare le password — da tempo la chiave d’accesso al nostro mondo digitale — sembra rivoluzionaria.

Le password sono spesso il tallone d’Achille nei processi di autenticazione e protezione dei dati personali e aziendali.
La maggior parte degli attacchi informatici sfrutta la presenza sempre più massiccia di credenziali deboli o di default per riuscire ad intrufolarsi nei sistemi attraverso tecniche sempre più mirate. A fronte di un così elevato aumento di attacchi di cracking delle credenziali ci poniamo una domanda: è giunto forse il momento di abbandonare le password in favore di alternative più sicure ed efficienti?

In quest’articolo, esploreremo le possibilità di un universo passwordless — analizzando se si tratta di un futuro prossimo e realizzabile o di un’idea ancora confinata ai margini della fantascienza tecnologica. Attraverso una disamina dei metodi attuali di autenticazione, dei loro limiti e delle innovazioni emergenti, getteremo luce su come potremmo accedere ai nostri dati e servizi nel prossimo futuro, con l’intento di capire se il mondo è realmente pronto per dire addio alle password.

Passwordless: definizione e scenario

Il paradigma del passwordless authentication è definito dalla sua natura di autenticazione che prescinde dall’uso delle tradizionali password alfanumeriche.
Al suo core, il passwordless si basa su metodi di autenticazione alternativi come:

  • token hardware
  • certificati digitali
  • sistemi di riconoscimento biometrico
  • metodi basati sull’analisi comportamentale o sull’ubicazione.

Questa transizione dal tradizionale al moderno si concentra sulla creazione di un framework di sicurezza che sia al contempo robusto e user-friendly.

Nel concreto, l’implementazione del passwordless si manifesta attraverso l’uso di standard e tecnologie quali:

  1. WebAuthn
  2. FIDO2
  3. autenticazione a più fattori (MFA)

che richiedono all’utente di verificare la propria identità attraverso qualcosa che possiede (come un token fisico o uno smartphone), qualcosa che è (un’impronta biometrica o un pattern facciale) o qualcosa che sa (una risposta a una domanda personale, benché questo ultimo esempio sia spesso associato ad un livello di sicurezza inferiore rispetto agli altri due).
L’adozione di tali sistemi intende mitigare i rischi associati alle password, come l’esposizione a attacchi di phishing e di forza bruta, offrendo allo stesso tempo un’esperienza utente più fluida e senza interruzioni.

Questo approccio si basa sulla premessa che gli identificatori unici e difficilmente replicabili possano fornire un livello di sicurezza superiore rispetto a quello delle password, le quali sono soggette a dimenticanza, riutilizzo e potenziale compromissione. Tuttavia, la sua realizzazione pratica richiede un’infrastruttura tecnologica avanzata e un cambiamento nella percezione degli utenti, i quali devono adattarsi a nuove routine di autenticazione.

Funzionamento dei sistemi passwordless

I sistemi di autenticazione passwordless rappresentano una classe emergente di tecnologie di sicurezza che eliminano la necessità per gli utenti di memorizzare e inserire password. Il funzionamento di tali sistemi si basa sull’impiego di vari meccanismi di verifica dell’identità che offrono una maggiore sicurezza rispetto al tradizionale approccio basato su password.

Di seguito, si delineano i principali meccanismi operativi adottati dai sistemi passwordless:

Autenticazione a Due Fattori (2FA) e Multi-Fattore (MFA)
Invece di una sola password, questi sistemi richiedono l’uso combinato di due o più credenziali di autenticazione.
Questi possono includere qualcosa che l’utente conosce (come un PIN), qualcosa che possiede (come un token di sicurezza o uno smartphone) o qualcosa che è intrinseco all’utente (come un’impronta digitale, la scansione della retina o il riconoscimento facciale).

Autenticazione basata su token
Questa forma di autenticazione utilizza dispositivi hardware (come le chiavette USB di sicurezza) o software (come app di generazione di token one-time) che producono un codice di verifica univoco e temporaneo, utilizzato per accedere al servizio.

Certificati digitali e crittografia a chiave pubblica
Alcuni sistemi passwordless authentication si basano sull’uso di certificati digitali che autenticano l’identità dell’utente attraverso un processo di scambio di chiavi crittografiche. Con la crittografia a chiave pubblica, l’utente possiede una chiave privata custodita in modo sicuro, mentre una chiave pubblica è disponibile sul server; l’autenticazione avviene quando il server verifica che la chiave privata corrisponde alla chiave pubblica senza che questa venga mai trasmessa.

Autenticazione biometrica
In questo caso parliamo di metodi come il riconoscimento dell’impronta digitale, del volto, dell’iride o della voce si basano su caratteristiche biologiche uniche per autenticare gli utenti. Questi dati biometrici vengono convertiti in dati digitali attraverso algoritmi complessi e utilizzati per confermare l’identità dell’utente.

Autenticazione comportamentale e ubicazione
Avvalendosi di tecnologie di machine learning e di analisi comportamentale, questi sistemi apprendono i modelli di comportamento degli utenti, come il modo in cui digitano o interagiscono con il dispositivo e li usano come un fattore di autenticazione. Analogamente, la geolocalizzazione può essere impiegata per consentire l’accesso solo quando l’utente si trova in una determinata area geografica.

In tutti questi sistemi, la chiave per un’autenticazione sicura e senza password è la capacità di fornire una verifica dell’identità che sia allo stesso tempo affidabile e comoda per l’utente. Ciò comporta una sfida notevole per i progettisti di sistemi di sicurezza.

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Autenticazioni biometriche: bilancio tra sicurezza e privacy

Le autenticazioni biometriche rappresentano una delle pietre angolari del concetto di autenticazione passwordless, sfruttando caratteristiche fisiche uniche degli individui per confermare l’identità. Mentre la convenienza e la sicurezza apparente offerte dall’uso di dati biometrici sono notevoli, è fondamentale esaminare attentamente il delicato equilibrio tra l’efficacia di questi sistemi e le implicazioni per la privacy degli utenti.

La biometria offre un livello di sicurezza elevato grazie all’unicità dei tratti fisici come:

  • impronte digitali
  • riconoscimento facciale
  • scansione dell’iride
  • riconoscimento vocale.

Tali tratti sono estremamente difficili da duplicare o falsificare rispetto alle password convenzionali. I sistemi biometrici moderni utilizzano algoritmi avanzati per mappare queste caratteristiche e convertirle in dati digitali che possono essere confrontati rapidamente con quelli memorizzati in un database sicuro per l’autenticazione. Tuttavia, nonostante i livelli di sicurezza avanzata, la tecnologia biometrica non è immune da vulnerabilità. I sensori possono essere ingannati da impronte digitali artificiali o modelli facciali e la qualità del riconoscimento può essere influenzata da fattori ambientali o fisici, come l’illuminazione o ferite sulle dita.

Preoccupazioni sulla privacy e rischi irreversibili dell’autenticazione biometrica

La privacy è un aspetto critico nell’uso della biometria.
A differenza delle password, i dati biometrici sono intrinsecamente legati alla persona e, in molti casi, immutabili.
Se una password viene compromessa, può essere cambiata facilmente; se i dati biometrici vengono esposti o rubati, non possono essere sostituiti.
Questo solleva preoccupazioni significative riguardo al furto di identità biometrica e all’uso improprio dei dati.

Inoltre, c’è il rischio che le informazioni biometriche possano essere utilizzate per scopi diversi da quelli previsti, inclusa la sorveglianza o il tracciamento non autorizzato. La conservazione e la gestione dei dati biometrici richiedono quindi rigorosi protocolli di sicurezza e chiare politiche sulla privacy per proteggere gli individui dal loro utilizzo improprio.

Per bilanciare sicurezza e privacy, i sistemi biometrici devono essere progettati con meccanismi di sicurezza integrati, come la crittografia end-to-end e il biometric template protection, per assicurare che i dati biometrici siano immagazzinati e trattati in maniera sicura. Inoltre, la trasparenza nell’uso e la possibilità per gli utenti di controllare i propri dati biometrici sono essenziali per mantenere la fiducia nell’uso di tali tecnologie.

La sfida della transizione completa

Abbracciare completamente un ambiente passwordless è un processo che va oltre la mera sostituzione tecnologica delle credenziali tradizionali.
Questo processo richiede un delicato equilibrio tra progresso tecnico e accettazione umana, insieme alla costruzione di ponti tra infrastrutture esistenti e nuovi sistemi di sicurezza. Questo cambiamento non riguarda solo l’accesso a dispositivi e servizi, ma anche il modo in cui le persone percepiscono e gestiscono la propria identità digitale.

L’obiettivo di un’autenticazione senza frizioni si scontra con la diversità di dispositivi e la preparazione tecnologica degli utenti, evidenziando la necessità di un’educazione digitale e di strategie inclusive. Si aggiunge a ciò la gestione responsabile e trasparente dei dati personali, un aspetto non secondario in un’epoca in cui la privacy è al centro del dibattito pubblico.

Mentre le organizzazioni si destreggiano tra le esigenze di sicurezza e le aspettative di privacy, si trovano anche a dover interpretare e adattarsi a un tessuto normativo in continuo cambiamento, il quale cerca di tenere il passo con l’evoluzione delle tecnologie digitali. E, nonostante la promessa di una sicurezza rafforzata grazie ai metodi passwordless, persiste l’importanza di una progettazione che anticipi e neutralizzi nuove forme di minacce informatiche.

La transizione a un sistema passwordless si configura quindi come un percorso che va calibrato con cura, procedendo con un approccio olistico che consideri la variegata tessitura di aspetti tecnici, sociali e legislativi. Un’evoluzione che, seppur complessa, porta con sé la promessa di un futuro digitale più sicuro e intuitivo.

Il futuro è senza password?

Sebbene la transizione verso il passwordless sia in corso, esistono ancora ostacoli significativi.
Gli standard industriali devono evolversi e i sistemi di sicurezza devono essere progettati per essere inclusivi e accessibili.
Tuttavia, con il progresso tecnologico e l’aumento delle preoccupazioni per la sicurezza, sembra che la direzione sia inequivocabilmente verso un’era in cui le password saranno un ricordo del passato.