In questo articolo analizzeremo una tipologia di scherzo telefonico che ha come attore principale un’unità speciale delle forze di polizia statunitensi: la SWAT (acronimo di Special Weapons And Tactics).
Si tratta dello swatting, più che un banale scherzo telefonico è una vera e propria forma di molestia.
Il motivo per cui ne vogliamo parlarne all’interno di questo blog e perché lo swatting comporta anche operazioni fraudolente in ambito informatico, cioè l’appropriazione illecita di dati sensibili.

- Che cos’è lo swatting
- Cosa serve affinché lo swatting sia efficace
- Conseguenze dello swatting
- Perché si fa swatting ed alcuni episodi famosi
- Misure di prevenzione
Che cos’è lo swatting
Lo swatting consiste nell’inviare false segnalazioni al numero di telefono per le emergenze 911 in America o al 112 in Italia, denunciando fra le varie cose: la presenza di un ordigno esplosivo, di un criminale armato o di un attacco terroristico, in luoghi pubblici oppure all’interno di residenze private, per far sì che venga mobilitata la SWAT.
La SWAT è un’unità speciale che, a differenza delle comuni forze di polizia, è addestrata all’utilizzo di armi ed equipaggiamento di tipo militare. Può essere mobilitata un’intera squadra, così come un intero plotone, insieme ad un’unità di artificieri. Il termine swatting è stato coniato dall’FBI nel 2008, ma questa pratica ha origine già dai primi anni 2000. Solo tra il 2002 e il 2006, infatti, si sono verificati più di cento episodi in sessanta città degli Stati Uniti.
Cosa serve affinché lo swatting sia efficace
Affinché una chiamata swatting risulti il più convincente possibile, è necessario avere a disposizione quante più informazioni possibili sulla persona che si vuole colpire. Particolare importante è conoscere l’indirizzo della sua abitazione o del suo luogo di lavoro.
Molto spesso, infatti, lo swatting va a braccetto con la pratica doxxing, che consiste nel diffondere online, prettamente a scopo malevolo, le informazioni personali di un individuo. Di solito vengono utilizzate varie tecniche di hacking o di ingegneria sociale per cercare di impadronirsi dei dati sensibili dell’utente. Le mail di phishing sono un classico esempio di tecnica di ingegneria sociale. Tuttavia, l’utente può anche essere spinto ad installare a sua insaputa software malevoli come spyware, stalkerware o keylogger. Gli swatter possono anche collaborare tra di loro condividendo le informazioni che sono riusciti a reperire, oppure coordinandosi con i tempi della segnalazione.
Sebbene possano essere di grande supporto in determinate situazioni (come, ad esempio, in caso di furto o smarrimento) i servizi di geolocalizzazione presenti nei vari dispositivi smart possono essere sfruttati dai malintenzionati per conoscere la posizione della vittima e i principali luoghi in cui essa è solita recarsi.
La chiamata di emergenza viene poi effettuata utilizzando un falso recapito telefonico (spoofing).
In questo modo diventa difficile per le forze dell’ordine individuare il colpevole.
Conseguenze dello swatting
Lo swatting è un reato perseguibile penalmente, oltre ad essere considerato un vero e proprio atto di terrorismo.
Inoltre, economicamente parlando, mobilitare la SWAT è parecchio dispendioso (si spendono migliaia di dollari per una singola squadra), senza considerare il fatto che mobilitare le forze dell’ordine per un falso allarme può impedire loro di intervenire in caso di vere emergenze.
Chi esegue un attacco swatting rischia serie conseguenze, in primis accuse penali e cause civili (cioè, danni a persone e cose o stress psicologico). Si può essere accusati di falsa denuncia, falso allarme, molestie o altri reati simili. Le conseguenze più gravi, però, vengono pagate dalle vittime.
Esse spesso subiscono danni fisici o psicologici. Inoltre, alcuni episodi di swatting hanno causato addirittura la morte dell’individuo coinvolto.
Perché si fa swatting ed alcuni episodi famosi
Le principali motivazioni che spingono una persona a fare swatting sono da ricondurre principalmente alla volontà di mettere in cattiva luce una determinata persona, che sia per scherzo o per vendetta, o più semplicemente per molestarla.
Anche molte celebrità sono state vittime di swatting, tra cui:
- Ashton Kutcher;
- Tom Cruise;
- Selena Gomez;
- Miley Cyrus;
- Clint Eastwood;
- Chris Brown.
Negli ultimi tempi, però, molti episodi di swatting si sono verificati all’interno della comuintà degli streamer e dei videogiocatori online, a volte con tragiche conseguenze. Ecco alcuni episodi famosi:
- Il 27 agosto 2014 lo YouTuber Jordan Mathewson ha subito un’incursione della SWAT durante una diretta online. Uno spettatore ha segnalato alle forze dell’ordine una sparatoria con ostaggi nel luogo in cui Mathewson stava registrando, gli uffici della “The Creatures LLC”, società di gaming di cui fa parte. Mathewson è stato gettato a terra e perquisito, il tutto mentre la diretta era ancora attiva. Il video dell’intervento della SWAT è diventato virale, ottenendo milioni di visualizzazioni su YouTube, ed è stato perfino trasmesso anche in televisione.
- Nel 2017 una chiamata di swatting è costata la vita ad Andrew Thomas Finch. Chi ha effettuato la chiamata, Tyler Barris, ha dichiarato che ha voluto mandare la SWAT a casa di Finch dopo una disputa avvenuta online durante una partita al videogioco Call of Duty. Si è scoperto, inoltre, che l’indirizzo fornito da Barris agli agenti era sbagliato e che Finch non era il reale bersaglio dello scherzo telefonico.
- Il 12 agosto 2019 lo streamer Kyle Giersdorf, allora sedicenne, ha subito un’incursione da parte della SWAT mentre stava giocando in diretta streaming a Fortnite. Giersdorf ha successivamente dichiarato che la situazione si è risolta rapidamente dopo che uno degli agenti lo ha riconosciuto, dato che abita nel suo stesso quartiere.
Misure di prevenzione
Lo swatting è un fenomeno circoscritto al solo territorio statunitense (e in parte anche a quello canadese), ma episodi simili possono verificarsi anche in altri Paesi, e qualsiasi persona potenzialmente può essere un bersaglio.
- Per cercare di non subire questo tipo di molestia è consigliabile essere più riservati in merito alla condivisione delle proprie informazioni personali, soprattutto l’indirizzo della propria abitazione privata o del luogo di lavoro. Nascondere il proprio indirizzo IP (ad esempio, attraverso una VPN) impedisce ai malintenzionati di accedere ai propri dati sensibili.
- È buona norma, anche, attivare i servizi di geolocalizzazione dei propri dispositivi solo quando è necessario.
- Bisogna saper riconoscere messaggi di phishing che vengono inviati dai malintenzionati nel tentativo di ottenere informazioni sensibili.
- Infine, qualora ci si dovesse ritrovare coinvolti in un caso di swatting o in un episodio simile, è importante mantenere la calma e mostrarsi collaborativi con le forze dell’ordine, in modo da risolvere l’equivoco il più rapidamente possibile.



