Gli exploit zero-click rappresentano una delle sfide più insidiose nel campo della sicurezza informatica, capaci di compromettere i dispositivi senza alcuna interazione da parte dell’utente.
Questa natura invisibile e la difficoltà di rilevamento li rendono particolarmente temuti dagli esperti di sicurezza.
Ecco un approfondimento su cosa sono, come funzionano e perché la loro presenza nel panorama digitale attuale è così allarmante.

exploit zero click
  1. Exploit zero-click, cosa sono
  2. Funzionamento degli Exploit Zero-click
  3. Esempi noti di exploit zero-click
  4. Protezione e misure di sicurezza

Exploit zero-click, cosa sono e perché sono rilevanti

Gli exploit zero-click sono attacchi informatici che sfruttano la presenza di vulnerabilità in software o sui dispositivi senza richiedere e che non richiedono alcuna interazione da parte dell’attaccante (di qui il termine “zero-click“). Diversamente da altri tipi di exploit, non necessitano nemmeno dell’azione da parte della vittima, cosa che normalmente avviene con tutte le altre infezioni informatiche.
Questi attacchi si avviano in modo silenzioso e automatico, permettendo al codice malevolo di lavorare senza destare sospetti nell’organizzazione vittima.
La loro natura subdola e la difficoltà di rilevamento li rendono particolarmente pericolosi e efficaci, nello specifico, trattandosi di azioni estremamente sofisticate vengono impiegate per condurre operazioni di spionaggio o diffondere altri malware senza lasciare tracce evidenti.

Funzionamento degli Exploit Zero-click

L’architettura di un exploit zero-click sfrutta direttamente le lacune nel software senza interazioni esterne.
Al cuore di questi attacchi vi è l’elaborazione automatica dei dati da parte del dispositivo che, quando gestisce informazioni ricevute attraverso canali come la messaggistica istantanea o il sistema di posta elettronica, attiva involontariamente il codice malevolo. Una volta che il codice è in esecuzione, può eseguire azioni dannose quali:

  • il furto di informazioni
  • l’installazione di software spia
  • la creazione di backdoor per accessi futuri.

Un elemento distintivo degli exploit zero-click è la loro capacità di agire indipendentemente dalla piattaforma, colpendo sia dispositivi mobili che sistemi desktop, indipendentemente dal sistema operativo. Questo aspetto è reso possibile dall’universalità delle vulnerabilità che essi sfruttano, spesso legate a componenti software ampiamente diffusi e integrati in una varietà di ambienti.

La fase critica di un attacco zero-click è l’identificazione e la selezione di vulnerabilità non ancora note al pubblico o non corrette dai produttori (le cosiddette vulnerabilità zero-day). Gli aggressori investono risorse significative nella ricerca di queste vulnerabilità per sviluppare exploit capaci di massimizzare l’efficacia dell’attacco prima che venga scoperta e mitigata la falla.

Infine, la realizzazione pratica dell’exploit coinvolge spesso la preparazione di payload sofisticati che, una volta attivati, procedono all’esecuzione di sequenze di comando predeterminate, con modalità di operazione che possono variare dalla semplice raccolta di dati al completo controllo del dispositivo compromesso.
La sfida per i difensori sta nel rilevare e neutralizzare queste minacce in assenza di segnali evidenti di compromissione, richiedendo un approccio proattivo e multi-livello alla sicurezza informatica.

Esempi noti di exploit zero-click

Gli exploit zero-click hanno guadagnato notorietà a causa della loro efficacia e del loro impatto significativo.
Alcuni esempi noti illustrano la loro pericolosità e la versatilità nell’essere impiegati per compromettere dispositivi e dati sensibili.

Pegasus malware

L’esempio più calzante di exploit zero-click, Pegasus è uno spyware sviluppato dalla NSO Group, un’azienda israeliana.
Questo malware è stato utilizzato per spiare giornalisti, attivisti dei diritti umani, avvocati e funzionari governativi.
Pegasus può infettare i dispositivi iOS e Android semplicemente inviando un messaggio che, anche se non aperto dalla vittima, può installare lo spyware, consentendo così l’accesso remoto al dispositivo infetto.

FORCEDENTRY

Scoperto da Citizen Lab nel 2021, FORCEDENTRY è un exploit zero-click impiegato per veicolare lo spyware Pegasus su dispositivi Apple attraverso un’immagine GIF malevola spedita via iMessage. Questa vulnerabilità ha bypassato il sistema di sicurezza BlastDoor di Apple, dimostrando che nemmeno i dispositivi reputati più sicuri sono immuni da queste minacce.

WhatsApp Call Vulnerability

Nel 2019, una vulnerabilità nell’applicazione WhatsApp ha permesso agli aggressori di installare spyware sui dispositivi bersaglio effettuando semplicemente una chiamata all’utente, senza che quest’ultimo dovesse rispondere. Anche se la chiamata non veniva accettata, lo spyware si installava comunque in autonomia, ecco che cosa intendiamo quando vogliamo indicare la potente natura degli exploit zero-click.

Protezione e misure di sicurezza

Per migliorare la protezione contro gli exploit zero-click, è essenziale concentrarsi su strategie specifiche e dirette. Ecco un approccio più mirato:

  • Aggiornamenti tempestivi
    Prioritizzare l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza per sistemi operativi e software non appena diventano disponibili.
  • Sicurezza a livello di rete
    Utilizzare soluzioni di sicurezza avanzate che includono la capacità di rilevare anomalie nel traffico di rete, possibilmente indicative di attività malevole.
  • Sandboxing
    Isolare le applicazioni e i processi in ambienti protetti (sandbox) per limitare l’effetto di un attacco al solo ambiente confinato.
  • Backup e ripristino
    Mantenere procedure di backup regolari e testate per i dati critici, consentendo un ripristino rapido in caso di compromissione.
  • Educazione alla sicurezza
    Anche se gli exploit zero-click non richiedono interazione, una maggiore consapevolezza può aiutare a riconoscere segnali di un dispositivo compromesso.

Concentrandosi su queste aree chiave, è possibile costruire una difesa più efficace contro gli exploit zero-click, proteggendo meglio le informazioni sensibili e i sistemi critici.