Le terze parti possono introdurre vulnerabilità in organizzazioni e aziende. Scopri come ridurre il rischio cybersecurity.

Le aziende e le organizzazioni pubbliche si affidano sempre più spesso a fornitori esterni per la gestione di servizi, infrastrutture e attività specialistiche. Questo modello consente di accedere a competenze specifiche, ridurre i costi operativi e semplificare la gestione di molte funzioni aziendali. L’integrazione di partner e fornitori nella propria infrastruttura introduce però nuovi rischi. Ogni relazione con terze parti può diventare un punto di accesso per attacchi informatici o incidenti di sicurezza, con possibili conseguenze operative, economiche e reputazionali.

  1. Cos’è la gestione del rischio delle terze parti
  2. Rischi principali legati alle terze parti
  3. I rischi dei fornitori esterni
  4. Tecnologie per gestire il rischio dei fornitori
gestione rischio fornitori cybersecurity image

Per questo motivo la gestione dei rischi legati ai fornitori è diventata una componente centrale delle strategie di sicurezza informatica. Valutare l’affidabilità dei partner, monitorare i livelli di sicurezza e controllare gli accessi ai sistemi aziendali sono oggi attività essenziali per ridurre l’esposizione alle minacce.

Cos’è la gestione del rischio delle terze parti

La gestione del rischio delle terze parti, nota come Third-Party Risk Management (TPRM), comprende le attività con cui un’organizzazione identifica e riduce i rischi introdotti da fornitori e partner esterni. Secondo la definizione dell’associazione internazionale ISACA, questi rischi possono riguardare la sicurezza dei dati, i processi operativi, la continuità del business e la stabilità finanziaria.

Per terze parti si intendono tutti i soggetti esterni con cui un’azienda intrattiene rapporti contrattuali per la fornitura di servizi, tecnologie o attività operative. In questa categoria rientrano fornitori, vendor tecnologici, partner commerciali e consulenti che, in modi diversi, possono avere accesso a sistemi, dati o infrastrutture aziendali.

Esempi comuni di terze parti includono:

  • società incaricate della distruzione sicura dei documenti;
  • consulenti o contractor che operano su sistemi aziendali;
  • fornitori di servizi digitali o piattaforme Software-as-a-Service (SaaS);
  • provider cloud che gestiscono l’archiviazione dei dati.

Rischi principali legati alle terze parti

Le relazioni con fornitori e partner introducono diversi tipi di rischio che possono incidere sulla sicurezza, sull’operatività e sulla continuità dei servizi. Alcune aree risultano oggi particolarmente critiche.

Cybersecurity e protezione dei dati

La sicurezza informatica resta uno dei punti più sensibili nella gestione dei fornitori. Molti partner esterni hanno accesso a dati, applicazioni o infrastrutture aziendali e possono quindi diventare un vettore di attacco. Per questo è fondamentale mantenere visibilità sulle attività dei provider, definire procedure chiare per la gestione degli incidenti e stabilire canali di comunicazione che permettano di segnalare rapidamente eventuali problemi di sicurezza.

Tecnologie di intelligenza artificiale

L’uso crescente di strumenti di intelligenza artificiale sviluppati da terze parti, come modelli open source o servizi basati su API, introduce nuove aree di rischio. L’integrazione di queste tecnologie può rendere meno chiari i confini tra sistemi interni e piattaforme esterne. Le aziende devono quindi definire regole precise per l’adozione di soluzioni AI di terzi, controllando l’accesso ai dati, i processi di sviluppo e le modalità di utilizzo dei modelli.

Dipendenza operativa dai fornitori

Neli ultimi anni molte organizzazioni hanno rivalutato la propria dipendenza da fornitori critici. Interruzioni dei servizi, problemi logistici o incidenti informatici possono avere effetti diretti sull’operatività aziendale. Per ridurre questi rischi è utile rafforzare i piani di continuità operativa, diversificare i fornitori e limitare le dipendenze da singoli partner.

Rischi legati al personale esterno

L’impiego di personale proveniente da società esterne può introdurre ulteriori criticità, soprattutto quando questi soggetti hanno accesso a sistemi o dati sensibili. Procedure di verifica dei profili, controlli sui partner e audit periodici aiutano a ridurre il rischio di errori, violazioni dei dati o problemi di conformità.

I rischi dei fornitori esterni

Molte organizzazioni si affidano a consulenti, fornitori software e partner esterni per svolgere attività che non possono gestire internamente. Questa scelta consente di accedere a competenze specialistiche e servizi avanzati, ma introduce anche nuovi rischi. Per operare efficacemente, i fornitori devono spesso accedere a sistemi aziendali, dati sensibili o infrastrutture critiche. In questi casi diventano di fatto un’estensione dell’organizzazione e devono rispettare gli stessi standard di sicurezza richiesti ai dipendenti interni, soprattutto quando sono coinvolti dati personali o informazioni sensibili.

La gestione di questi rapporti può essere complessa. In molti settori, l’integrazione di un nuovo fornitore richiede lunghi processi di verifica, controlli di sicurezza e attività di conformità normativa. Nonostante queste difficoltà, il numero di partner esterni continua ad aumentare. Alcune organizzazioni collaborano con centinaia di fornitori diversi, rendendo più difficile monitorare in modo continuo i rischi associati a ciascun rapporto.

Le indagini di settore indicano che gli incidenti di sicurezza legati alle terze parti sono sempre più frequenti. Molte organizzazioni dichiarano di aver subito almeno un evento riconducibile a un fornitore nell’ultimo anno, segno di quanto queste relazioni possano diventare un punto di vulnerabilità. La diffusione dello smart working ha ulteriormente ampliato la superficie di attacco. Fornitori, consulenti e collaboratori esterni accedono spesso ai sistemi aziendali da reti e dispositivi non direttamente controllati dall’organizzazione.

Per questo motivo la gestione dei rischi legati alle terze parti richiede controlli continui, procedure di valutazione dei fornitori e sistemi di monitoraggio capaci di individuare tempestivamente eventuali anomalie.

Tecnologie per gestire il rischio dei fornitori

Per gestire le relazioni con i fornitori esterne, si fa ricorso spesso a un metodo ibrido. Alcune attività di controllo restano interne, mentre altre vengono supportate da piattaforme tecnologiche dedicate alla gestione del rischio delle terze parti. Negli ultimi anni è cresciuto l’utilizzo di software specifici per il Third-Party Risk Management, che consentono di valutare la postura di sicurezza dei fornitori, monitorare eventuali vulnerabilità e supportare le attività di conformità normativa. Questi strumenti aiutano le organizzazioni a gestire un numero sempre maggiore di partner senza dipendere esclusivamente da controlli manuali.

Accanto alle piattaforme di monitoraggio, molte aziende stanno adottando il modello Zero Trust, che prevede la verifica continua dell’identità e dei livelli di autorizzazione prima di consentire l’accesso a sistemi e dati aziendali. In questo modo anche i fornitori considerati affidabili vengono sottoposti a controlli costanti.

L’adozione di questi modelli riflette una maggiore consapevolezza dei rischi legati alla supply chain digitale. Le organizzazioni cercano soluzioni che permettano di monitorare in modo continuo la sicurezza dei partner e di individuare rapidamente eventuali problemi che potrebbero compromettere l’infrastruttura aziendale.



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