Il protocollo OAuth (Open Authorization) è uno standard aperto che permette agli utenti di concedere a un’applicazione di terze parti, l’accesso ai propri dati senza condividere la password del proprio account. OAuth è diventato essenziale per la sicurezza e la privacy online, permettendo agli utenti di autenticarsi e autorizzare app esterne ad accedere ai loro dati senza rivelare le proprie credenziali di accesso.

protocollo OAuth

Come funziona?

In una transazione OAuth ci sono tre attori principali:

  • L’utente: la persona o l’organizzazione che concede l’accesso ai propri dati.
  • Il fornitore di servizi OAuth: l’app o il servizio che gestisce i dati e le credenziali dell’utente.
  • Il consumer: l’applicazione che richiede l’accesso ai dati dell’utente.

Il protocollo OAuth segue una procedura specifica per garantire la sicurezza dei dati degli utenti e semplificare le richieste per il consumer.

  • Richiesta di accesso: l’applicazione che vuole accedere ai dati dell’utente, chiede un token di accesso al fornitore di servizi.
    Se l’utente non ha già effettuato il login presso il fornitore di servizi, viene invitato ad autenticarsi.
  • Approvazione dell’accesso: il fornitore di servizi mostra all’utente quali dati il consumer vuole accedere e gli chiede di approvare o rifiutare l’accesso.
    Se l’utente acconsente, il fornitore di servizi invia un token di accesso al consumer, che lo utilizza per le future richieste di accesso.
  • Utilizzo del token: il token di accesso autorizza il consumer a interagire con i dati dell’utente, ma solo nell’ambito delle autorizzazioni concesse.

I token di accesso hanno una scadenza impostata dal fornitore di servizi, ma possono essere aggiornati per richieste future.
È importante che il token sia archiviato in modo sicuro, perché chiunque lo ottenga può usarlo per accedere ai dati dell’utente e agire per suo conto.

Gli utenti possono revocare l’accesso in qualsiasi momento tramite il fornitore di servizi. Dopo la revoca, il consumer non può più accedere ai dati dell’utente. Se il consumer subisce una violazione dei dati, il fornitore di servizi può invalidare tutti i token per proteggere i dati degli utenti.

Versioni del protocollo

Il protocollo OAuth è stato sviluppato in diverse versioni, ciascuna con miglioramenti e caratteristiche specifiche.

OAuth 1.0
La prima versione, OAuth 1.0, è stata rilasciata nel 2007. Sebbene fosse innovativa, era anche complessa da implementare, in particolare per via del suo meccanismo di firma crittografica delle richieste. Nonostante ciò, OAuth 1.0 ha aperto la strada all’autorizzazione sicura senza la condivisione di credenziali.

OAuth 2.0
Nel 2012, OAuth 2.0 è stato introdotto come una completa riscrittura del protocollo. Questa versione è più flessibile e facile da utilizzare rispetto a OAuth 1.0. OAuth 2.0 ha eliminato la necessità di firmare crittograficamente le richieste, facendo affidamento su HTTPS per la sicurezza. Ha inoltre introdotto concetti come i “token di aggiornamento” (refresh token) per prolungare l’accesso senza richiedere nuovamente il consenso dell’utente. Tuttavia, OAuth 2.0 ha ricevuto alcune critiche per essere meno sicuro se implementato in modo errato.

OAuth 2.1
Di recente, è stata proposta una versione aggiornata del protocollo, OAuth 2.1. Questa versione, ancora in bozza, mira a consolidare le migliori pratiche e a eliminare le parti obsolete o meno sicure di OAuth 2.0. OAuth 2.1 integra le specifiche OpenID Connect, che estendono OAuth con funzionalità di autenticazione.

Utilizzi del Protocollo OAuth

Il protocollo OAuth è ampiamente utilizzato in diversi scenari per facilitare l’accesso sicuro a risorse protette su internet.
Alcuni dei principali utilizzi includono:

1. Accesso tramite Account di Terzi

Uno degli usi più comuni di OAuth è per il cosiddetto “Single Sign-On” (SSO), dove gli utenti possono accedere a un servizio utilizzando le credenziali di un altro servizio, come Google, Facebook o Twitter. Questo elimina la necessità di creare nuovi account e password per ogni servizio, migliorando l’esperienza utente e riducendo il rischio di gestione delle password.

2. Integrazione di Servizi

OAuth è utilizzato anche per consentire a un servizio di accedere a risorse su un altro servizio per conto dell’utente. Ad esempio, un’applicazione di calendario può utilizzare OAuth per accedere agli eventi di un utente su Google Calendar, oppure un’app di gestione delle finanze può accedere ai dati bancari dell’utente.

3. Accesso a Dati API

Molte applicazioni e servizi offrono API (Application Programming Interface) che consentono ad altri servizi di accedere ai dati degli utenti in modo sicuro. OAuth è spesso utilizzato per autorizzare queste interazioni. Ad esempio, un’applicazione di fitness può accedere ai dati di un utente su un servizio di monitoraggio della salute tramite OAuth.

4. Autenticazione

Sebbene OAuth sia principalmente un protocollo di autorizzazione, può essere utilizzato in combinazione con altri protocolli, come OpenID Connect, per fornire funzionalità di autenticazione. Questo permette agli utenti di autenticarsi su un servizio utilizzando le proprie credenziali da un provider di identità, come un account Google o Microsoft.

Storia del Protocollo OAuth

Nel 2010, Google ha introdotto OAuth come soluzione per permettere a sviluppatori di app di accedere alle informazioni dell’account Google degli utenti senza richiedere loro le credenziali. Questa innovazione ha aperto la strada a numerose altre aziende, come Twitter, Amazon, Facebook, e molte altre, che oggi utilizzano OAuth.

Rischi del Protocollo OAuth

Nonostante OAuth offra un modo sicuro e conveniente per autorizzare l’accesso ai dati degli utenti, presenta comunque alcuni rischi e vulnerabilità che è importante considerare.

Phishing

Gli attacchi di phishing sono una delle principali minacce legate a OAuth. I cybercriminali possono creare false pagine di login che imitano i fornitori di servizi, inducendo gli utenti a fornire le proprie credenziali. Una volta ottenute, queste credenziali possono essere utilizzate per accedere ai dati degli utenti su più servizi.

Autorizzazioni eccessive

Le autorizzazioni troppo estese sono un altro rischio. Quando gli utenti autorizzano un’applicazione, potrebbero non rendersi conto dell’estensione dei permessi concessi. Se un’applicazione dannosa ottiene autorizzazioni eccessive, potrebbe accedere a più dati del necessario o eseguire azioni pericolose per conto dell’utente.

Token compromessi

I token di accesso OAuth possono essere rubati o compromessi, consentendo a chiunque li possieda di agire per conto dell’utente. Se un token viene intercettato, un attaccante può usarlo per accedere alle risorse protette. Per questo motivo, è importante che i fornitori di servizi adottino pratiche di sicurezza, come l’uso di HTTPS e la revoca tempestiva dei token compromessi.

App dannose

Alcune applicazioni possono essere intrinsecamente malevole e progettate per abusare delle autorizzazioni OAuth. Tali app possono rubare dati, inviare messaggi non autorizzati o manipolare le informazioni dell’utente. Anche le app legittime possono essere compromesse e sfruttate per scopi dannosi, come dimostrato da vari attacchi mirati a organizzazioni di alto profilo.

Revoca insufficiente

Un altro rischio è legato alla revoca inadeguata dei token. Se gli utenti non sono consapevoli dei permessi concessi o non sanno come revocare l’accesso, le app consumer potrebbero mantenere l’accesso ai dati dell’utente anche quando non è più necessario. I fornitori di servizi dovrebbero facilitare il processo di revoca e incoraggiare gli utenti a rivedere periodicamente le autorizzazioni concesse.

In conclusione, mentre OAuth offre un modo potente e flessibile per autorizzare l’accesso ai dati, è fondamentale essere consapevoli dei potenziali rischi e adottare misure di sicurezza appropriate per mitigare queste minacce.