Sei ragazzi su dieci sono stati contattati online da persone che non conoscevano.
Quasi nessuno ci ha visto qualcosa di strano.
Questo dato non arriva da una ricerca nazionale: arriva da un questionario anonimo che abbiamo somministrato agli studenti di un istituto comprensivo del Mantovano, prima di iniziare a fare lezione.
È il motivo per cui Digitale Senza Trappole esiste.
Che cos’è Digitale Senza Trappole
Digitale Senza Trappole è un progetto di formazione completamente gratuito sulla sicurezza informatica, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e ai loro insegnanti.
Non è un intervento commerciale e non prevede alcun costo per gli istituti. Chi lavora ogni giorno per proteggere le aziende dagli attacchi informatici ha gli strumenti per parlare di rischio digitale anche a chi è più esposto e meno tutelato: i ragazzi.
Il problema non è tecnico, è di percezione
Prima di entrare in aula abbiamo chiesto agli studenti di compilare un questionario anonimo, per fotografare le abitudini reali senza condizionarle. Hanno risposto 185 ragazzi delle classi terze.
Il 90% trascorre online più di due ore al giorno. Il 60% è stato contattato da sconosciuti, e solo il 14% ha percepito un disagio. Il 40% ha condiviso almeno una volta la password di un proprio account, il 45% le conserva nelle note dello smartphone e solo uno su cinque usa un password manager.
Come funziona la formazione
Due ore per ogni classe, in presenza, costruite sul linguaggio e sulle esperienze quotidiane degli studenti. Non lezioni frontali: casi concreti e dimostrazioni pratiche, per mostrare quanto sia semplice sfruttare vulnerabilità che i ragazzi considerano innocue.
Al ciclo di incontri si aggiungono una sessione dedicata ai docenti, perché il lavoro sulla consapevolezza continua quando noi non ci siamo più, e un questionario anonimo iniziale che restituisce all’istituto una fotografia reale delle abitudini digitali dei propri studenti.
L’obiettivo non è spaventare né demonizzare la tecnologia. È smontare tre convinzioni pericolose: che parlare con sconosciuti online sia normale, che condividere una password sia un segno di amicizia, e che “a me non è mai successo niente” sia un indicatore di sicurezza anziché di fortuna.
Cosa ci dicono davvero questi dati
Il dato che ci ha colpito di più non è tecnico, è di percezione. Questi ragazzi non hanno un deficit di competenza digitale: sanno usare uno smartphone meglio di molti adulti. Hanno un deficit di percezione del rischio, e scambiano la familiarità con lo strumento per sicurezza.
Da qui nasce quella che in aula abbiamo chiamato la catena della vulnerabilità digitale. La password condivisa come gesto di fiducia tra amici. Le credenziali mai cambiate, o cambiate solo quando un servizio lo impone. Le note dello smartphone usate come cassaforte. Prese singolarmente sembrano abitudini innocue: messe in fila, rendono un account fragilissimo.
Lo stesso vale per il contatto con gli sconosciuti. Quando diventa abituale, l’attenzione verso i rischi di manipolazione si abbassa. Non è ingenuità: è assuefazione.

La prima tappa: Istituto Comprensivo di Porto Mantovano
Il progetto è partito nel marzo 2026 dall’Istituto Comprensivo di Porto Mantovano, lo stesso comune in cui ha sede la nostra azienda. Il 2 marzo abbiamo tenuto la sessione formativa dedicata al corpo docente; il 3 e il 4 marzo siamo entrati in aula con 250 studenti delle classi terze.
La dirigenza scolastica ha accolto il progetto riconoscendo un problema che gli educatori osservano quotidianamente: i ragazzi sono immersi nel digitale, ma spesso senza strumenti per riconoscere i pericoli. Il questionario iniziale ha confermato quella percezione con dei numeri.
L’iniziativa è aperta ad altri istituti del territorio che desiderino aderire.
Ne hanno parlato
L’iniziativa e i dati del questionario sono stati ripresi dalla stampa.
Gazzetta di Mantova — 5 marzo 2026
Sicurezza online: «Il 60% di alunni viene contattato da sconosciuti» (edizione cartacea, pagina 20)
Mantovauno.it — 4 marzo 2026
Tredicenni online senza difese: 60% contattato da sconosciuti, il 90% connesso oltre 2 ore
La Voce di Mantova — 5 marzo 2026
Allarme tra i giovanissimi: 6 su 10 contattati online da sconosciuti
Chi porta il progetto nelle scuole
Onorato Informatica è un Managed Security Service Provider italiano con oltre 20 anni di esperienza e oltre 5.000 clienti. Difendiamo le infrastrutture informatiche delle aziende attraverso un SOC attivo 24 ore su 24, con oltre un milione di attacchi sventati. Siamo certificati ISO 27001 e ISO 9001 e soci CLUSIT e ISACA, con sedi a Mantova, Milano e Los Angeles.
Facciamo solo sicurezza informatica: non è un servizio accessorio accanto ad altro, è l’unica cosa di cui ci occupiamo. Digitale Senza Trappole è il modo in cui quelle competenze tornano al territorio, partendo da chi è più esposto e meno tutelato.
Il progetto è aperto agli istituti scolastici del territorio. La formazione è gratuita e l’organizzazione la gestiamo noi insieme alla segreteria didattica.

Porta il progetto nella tua scuola
Digitale Senza Trappole è aperto agli istituti scolastici del territorio. La formazione è completamente gratuita e l’organizzazione la gestiamo noi insieme alla segreteria didattica: definiamo insieme il calendario, il numero di classi e la sessione dedicata ai docenti.
Operiamo dalla sede principale di Mantova e dagli uffici di Milano, e portiamo il progetto nelle scuole del Mantovano e della Lombardia.
Se insegni o dirigi un istituto e vuoi capire come funziona, scrivici: ti raccontiamo il percorso senza impegno.