La pirateria informatica rappresenta una delle minacce più insidiose del nostro tempo. Colpisce senza sosta e distinzione aziende, governi e individui in tutto il mondo. Tra attacchi mirati e furti di dati sensibili, i cybercriminali sfruttano strumenti sempre più sofisticati per violare sistemi e compromettere informazioni.

In questo articolo esploriamo come la pirateria informatica si è evoluta, quali sono i rischi principali e le strategie per proteggersi.

  1. Pirateria informatica, cosa significa?
  2. Le tipologie di pirateria informatica
  3. Crimine informatico, chi è a rischio?
  4. Quando si configura la pirateria online
  5. Pirateria informatica: i pericoli per le aziende
  6. Pirateria digitale in Italia, i casi più eclatanti
  7. Le risorse a difesa contro la pirateria informatica
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Pirateria significato: come riconoscere la pirateria informatica

Il modo più appropriato per inquadrare la minaccia informatica è partire dalla definizione.

Parafrasando i termini della definizione fornita dall’Enciclopedia Italiana di Treccani, il pirata informatico è colui che mediante un accesso illegale alle reti e agli archivi di dati informatici si appropria di qualsiasi contenuto: fotografie, video, file o programmi. In parallelo, il pirata informatico è anche colui che modifica la documentazione al fine di trarne un vantaggio personale. In altre parole, “pirata informatico” è il termine comune utilizzato da alcuni per indicare l’hacker, l’attaccante che tenta di violare i sistemi informatici.

Ma non solo: il termine pirateria informatica ha uno spettro ben più ampio. Si definisce attività di pirateria digitale anche l’azione legata alla condivisione libera di software, documenti, video, file audio e immagini protetti da copyright. La diffusione di materiale duplicato o masterizzato senza consenso viene infatti condannata in tutto il mondo.

I tipi di pirateria informatica

Comunemente nota come pirateria informatica, questa attività viene distinta in diverse categorie:

  • musicale;
  • software;
  • cinematografica;
  • editoriale;
  • satellitare;
  • videoludica.

Oggi ci concentreremo sulle due categorie di pirateria digitale più diffuse e pericolose per il mercato dell’informatica: la pirateria di contenuti audiovisivi e la pirateria dei software.

Tra le attività più pericolose legate alla figura del pirata informatico troviamo:

  • download illegale;
  • file sharing;
  • streaming;
  • contraffazione di programmi;
  • underlicensing (installazione di software oltre il limite consentito dalla licenza);
  • hard disk loading (vendita di PC con programmi contraffatti installati).

Quali sono i bersagli della pirateria informatica?

Se con il termine pirata informatico facciamo riferimento in generale ai criminali informatici, la definizione del target di vittime è ben più complessa.

Chi sono le vittime dei pirati informatici?

La maggior parte dei lettori risponderebbe che il problema coinvolge soprattutto le istituzioni, le grandi società e i soggetti di rilievo. La tendenza, purtroppo, è ben diversa. Il Rapporto Clusit 2021 sulla sicurezza ICT in Italia — a cura dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica — parla di un +12% negli attacchi globali rispetto al 2020, ma il dato più importante è che il fenomeno registra un’espansione a macchia d’olio in tutti i settori e in attività di ogni dimensione.

In questo caso l’attività dei pirati informatici è finalizzata a:

  • furti di informazioni e di contenuti;
  • intrusione nei sistemi di banche e istituzioni.

I dispositivi sempre più spesso presi di mira dalla pirateria digitale sono: smartphone, personal computer, server, NAS, memorie estraibili e anche gli ambienti cloud.

Se invece analizziamo gli obiettivi della pirateria dei software e dei contenuti audiovisivi, le vittime sono gli autori. In questo caso la pirateria digitale si focalizza sullo streaming illegale di film e telefilm, o sul download di brani musicali, videogiochi e libri. E non sono solo gli hacker a trattare questi contenuti: la pirateria coinvolge quasi il 40% della popolazione.

Pirateria online: quando si configura?

La pirateria informatica viene identificata persino dalla legge come l’utilizzo di Internet al fine di compiere un illecito.

Il concetto di pirateria online è in stretta correlazione con il diritto d’autore (Legge n. 633/1941) e la tutela della privacy (GDPR). Il web diventa il tramite nella diffusione di contenuti contraffatti o di informazioni a carattere strettamente privato. Software, film, musica, videogame, opere ed ebook: il fenomeno della diffusione illecita di materiale riguarda tutte le risorse digitalizzabili.

Sebbene la pratica abbia assunto quasi un connotato di “normalità”, l’effetto più immediato ha risvolti economici: la diffusione libera di un contenuto priva il suo autore del giusto compenso.

Se chi condivide gratuitamente guadagna dalla pubblicità nei portali, chi effettua il download ne ricava la gratuità dei contenuti. Questa pratica viene punita duramente dalla legge italiana: si tratta di un reato penale punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa fino a 15.000 euro.

Incursioni informatiche e pirateria, pericoli per le aziende

Il cybercrimine costituisce una seria minaccia per le aziende.

I pirati del computer — gli hacker, appunto — prediligono le aziende e gli enti pubblici per la tipologia di dati che trattano. Analizzando l’esposizione di una realtà produttiva, sono diversi i punti che la rendono facilmente preda di attacchi.

Gli attacchi informatici perpetrati dai pirati informatici spesso mirano a carpire informazioni riservate e il know-how dell’azienda. Le ripercussioni pratiche possono sconfinare nella perdita economica e riservano spesso un danno di immagine ancora più grave. Minare l’affidabilità di una realtà aziendale significa colpirla nel vivo.

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Pirateria informatica in Italia, gli attacchi più gravi

Sono gli esempi pratici a dare la misura del fenomeno nel concreto.

Il 2021 ha visto il clamoroso attacco ai sistemi informatici della Regione Lazio: nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto i cybercriminali sono riusciti a mettere sotto scacco un’intera regione. Una vulnerabilità del sistema è stata sfruttata attraverso la postazione di un dipendente in smart working, innescando un attacco ransomware volto a paralizzare il sistema per una richiesta di riscatto.

Anche gli istituti bancari sono tra i più colpiti: il 2019 verrà ricordato per il caso Unicredit, in cui la violazione dei dati ha coinvolto circa tre milioni di utenti italiani. L’accesso non autorizzato a un file del 2015 è servito alla diffusione illecita dei dati dei clienti. Nel 2018 era toccato anche a Bnl, Fineco Bank e Intesa Sanpaolo.

Come difendersi dalla pirateria informatica

Che si tratti di un reato contro le norme del diritto d’autore o di un furto di dati sensibili, la pirateria costituisce un illecito da denunciare alla Polizia.

In ambito aziendale, il rappresentante legale può avvalersi dell’assistenza di professionisti incaricati di un’indagine interna sull’eventuale attacco informatico. Non è escluso che l’attività di consulenza possa riguardare una valutazione preventiva della sicurezza dei sistemi.

Alle aziende non resta che scegliere a quale servizio di prevenzione affidarsi: Penetration Test o Vulnerability Assessment. Nel primo caso, un hacker del nostro team valuta la tenuta dei sistemi di sicurezza attraverso un attacco informatico controllato; nel secondo, una scansione riscontra l’esposizione del sistema agli attacchi di virus e hacker. In entrambi i casi, affidarsi a un approccio professionale — affiancato da soluzioni di endpoint protection — è il modo migliore per prevenire i danni che questo tipo di attività illecita può comportare.

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